
Vi ricordate i campi di grano di una volta? Ci avete mai giocato a nascondino da bambini? Io si, e mi ricordo non solo gli odori, ma anche i colori che erano una vera e propria goduria per gli occhi!
A parte il papavero, che con il suo rosso vivace dominava queste colture, si poteva trovare anche il Fiordaliso con il suo acceso e inconfondibile bluette. Fiore per eccellenza per attirare e nutrire le api. Già Vincent Van Gogh aveva onorato questa meraviglia della natura con un suo dipinto…
Sono anni che non ho più pensato al fiordaliso ma quest’anno l’ho seminato nell’orto per fare del bene alle mie amiche api… poi, dopo aver osservato i fiori e aver fatto qualche riflessione, mi sono accorta che nei campi di oggi i suoi fiori non si vedono più.
Centaurea cyanus L. – Fiordaliso
Senza pensarci troppo ho fatto una piccola ricerca in rete e… cosa ho letto?
IN VIA DI ESTINZIONE!! La causa? Gli erbicidi!
Come? Il fiordaliso?
Sì, proprio lui!
Questo fatto, ma non solo, è degno di interrompere la pausa maternità/estate per farmi scrivere un articolo che ci faccia ricordare nuovamente di questa pianta meravigliosa e piena di proprietà benefiche sia per l’uomo che per la natura.
Il nome del Fiordaliso (scientifico: Centaurea cyanus L.) -una pianta erbacea biennale rustica che appartiene alla famiglia delle Asteraceae- deriva dal francese fleur de lis.
La pianta, a parte il fiore che è formato da petali lunghi e sottili con una corolla centrale scura, ha le foglie lanceolate di colore grigio verde ed un fusto eretto alto tra i 20 e gli 80 centimetri.
Originaria dell’Europa, del Nord America e dell’Asia, esiste oggi con un’ampia gamma di colori e dimensioni che rendono la pianta perfetta per le bordure (di aiuole) in giardino.


Terreno:
La pianta è molto adattabile ma, per crescere bene in giardino o nel vaso, ha bisogno di un terreno ben concimato (va benissimo lo stallatico) e -nelle zone del sud- di un irrigazione costante ogni 2/3 giorni, evitando ristagni che causerebbero l’oidio detto anche “mal bianco”.
Semina e cura della coltura:
Difficilmente si trovano piante già pronte da piantare e anche i semi si trovano soltanto presso rivenditori specializzati, spesso in bustine miste per prati naturali composte da sementi di fiordaliso, papavero e margherite. La semina di solito avviene a fine settembre o all’inizio della primavera, in una posizione di pieno sole per avere una crescita e una fioritura abbondante. La distanza tra le file dovrebbe essere intorno ai 40 cm e quella tra le singole piante intorno ai 20/40 cm. Per le varietà più alte si possono invece predisporre dei sostegni, come ad esempio le fronde ramificate dei noccioli.



Raccolta:
La raccolta dei fiori avviene durante il periodo di fioritura -tra maggio e luglio- per poi usarli in cosmetica o come rimedio naturale.
Medicina dalle mille proprietà:
Un rimedio naturale utilizzato per l’uso sia interno che esterno.
L’Acqua di fiordaliso:
Si prepara per il benessere di occhi stanchi o con congiuntivite attraverso un semplice decotto di fiori freschi: dopo la bollitura (di circa 15 minuti), una volta filtrato si può usare come semplice tonico o struccante. Un uso costante invece
garantisce effetti decongestionanti e lenitivi in caso di occhi gonfi o stanchi.
*DISCLAIMER – NOTA BENE
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo e non sostituiscono un parere medico.
Non tutti gli impieghi del Fiordaliso qui riportati sono approvati e/o supportati dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate. Per questo motivo, potrebbero essere privi di efficacia o risultare addirittura dannosi per la salute. Prima di utilizzare il Fiordaliso o i prodotti che lo contengono come rimedio contro qualsivoglia problema o disturbo, è sempre opportuno chiedere il consiglio preventivo del proprio medico.

















