“Meglio fave in libertà, che capponi in schiavitù” antico proverbio Italiano

Una volta le fave facevano parte del cibo dei poveri contadini. Mentre i ricchi si mangiavano le lasagne, i poveri mangiavano le fave. Tanto è vero che le fave in tedesco sono chiamate ‘Saubohne’ che tradotto vuol dire fagiolo del maiale.
Ma sono veramente per i maiali o per gente povera?
Nella tradizione romana, le fave fresche con il pecorino, sono associate ai festeggiamenti (con una scampagnata) per l’arrivo della primavera il primo Maggio; magari anche un buon vino bianco, un pezzo di pane fresco e olio extra vergine d’oliva – non mi sembra proprio da maialini insomma!

Grazie ai benefici per la salute, sono classificate come superfood e spesso inseriti nelle diete.
Con gli occhi di oggi, la fava sembra invece più una verdura per persone che amano la natura e seguono una vita ed alimentazione sana.
Provenienza – Storia – Habitat
La fava (Vicia faba L., 1753) è una pianta appartenente alla famiglia delle Leguminose o Fabacea che risulta coltivata dalle nostre parti fin dall’antichità.
Grazie all’esistenza di svariate leggende si sa che la coltivazione e il consumo delle fave risale a millenni avanti Cristo. Proveniente dal medio oriente si è poi diffusa in Grecia, Italia ed il resto d’Europa dove ha nutrito per secoli i più poveri del mondo. Se mi fermo a riflettere, non ho tuttavia mai visto le fave in un supermercato austriaco… saranno i giovani d’oggi che non le chiedono s apprezzano…
Specialmente durante le guerre e i disordini nei vari paesi faceva parte del cibo fondamentale in quanto la farina delle fave secche veniva miscelata con la farina di grano e usata per fare il pane.
Coltivazione
Le fave sono piante annuali con semina in autunno o primavera. Se si semina a novembre, così come abbiam fatto nel nostro orto, allora a febbraio si trovano già piantine di una altezza di circa 40 cm.
La distanza tra le file deve essere di circa 70 cm e i semi hanno una distanza di 20 cm tra di loro. Se la semina avviene in autunno è importante far si che i semi non vengano mangiati dagli uccelli, quindi coprite con una rete o delle frasche.

La coltivazione in se non è complicata, importante è la rincalzatura durante la crescita per proteggere la pianta dal freddo e per darle la possibilità di sviluppare radici più forti.
La raccolta avviene circa 4-5 mesi dopo la semina, in generale tra maggio e giugno.
RIPRODUZIONE
La riproduzione avviene per seme e la durata della facoltà germinativa varia dai 4 ai 6 anni.
Benefici
Le fave hanno un alto contenuto di proteine, potassio, ferro, magnesio, l’acido ascorbico e acido folico(che però in cottura perde l’effetto)
Le fave contengono pochi grassi e quindi sono perfette per essere inserite nelle diete. Hanno un alto contenuto di fibre e di conseguenza aiutano a stabilizzare il livello di colesterolo nel sangue e a prevenire il diabete. In generale un elevato consumo di fibre può ridurre il rischio di infarto e ictus.
Inoltre contengono la vitamina A che rende la pelle sana, luminosa e aiuta lo sviluppo delle ossa.
Disclaimer FAVE – controindicazioni ed effetti collaterali:
Il favismo è un’anomalia genetica che interessa alcuni enzimi contenuti nei globuli rossi e comporta l’assoluta necessità di evitare l’assunzione di fave.
*DISCLAIMER – NOTA BENE
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo e non sostituiscono un parere medico.
Non tutti gli impieghi qui riportati sono approvati e/o supportati dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate. Per questo motivo, potrebbero essere privi di efficacia o risultare addirittura dannosi per la salute anche se nella letteratura non sono noti effetti collaterali o particolari precauzioni d’uso.
Prima di utilizzare le fave o i prodotti che le contengono come rimedio contro qualsivoglia problema o disturbo, è sempre opportuno chiedere il consiglio preventivo del proprio medico.